Recupero Crediti: Fase Giudiziale

Qualora il recupero del credito in via stragiudiziale non produca effetti, occorrerà procedere con la redazione del ricorso per Decreto Ingiuntivo da depositare al Giudice competente.
Le fasi dell'azione legale monitoria seguiranno i termini  e le prescrizioni del codice di procedura civile.

SECONDA FASE | Recupero Crediti Giudiziale

Le informazioni acquisite in fase stragiudiziale costituiscono un patrimonio importantissimo per la valutazione della prosecuzione dell’azione legale.

Le ricerche sul debitore, infatti, fanno emergere il possesso di capitali o beni utilmente pignorabili, così da rendere fruttuosa l’attività giudiziale.

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    VANTAGGI

    In alcuni casi, invece, qualora i crediti fossero di importo elevato, anche in presenza di un esito negativo certo, potrebbe essere utile procedere comunque con l’azione legale contro il debitore, al solo ed esclusivo fine di portare correttamente in deduzione dal Bilancio il credito inesigibile.

    SOLUZIONE ALTERNATIVA

    L’attivtà di recupero del credito è altresì perseguibile anche attraverso la cessione del credito (art. 1260 c.c.) con il quale il creditore trasferisce ad altro soggetto il proprio diritto di credito.
    Normalmente, la trasmissione del credito non presuppone il consenso del debitore, il quale è tenuto ad adempiere la propria obbligazione indifferentemente all’uno o all’altro creditore.
    La cessione del credito, consiste in un accordo bilaterale mediante il quale il creditore cede, a titolo oneroso o gratuito, il proprio credito vantato verso la parte debitrice.

    La cessione può essere:

    Pro soluto: Quando il creditore cedente non deve rispondere dell'eventuale inadempienza del debitore. Garantisce solamente dell'esistenza del credito.

    Pro solvendo: Quando invece il creditore cedente risponde dell'eventuale inadempienza del debitore.